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Scrivania del poker e le tre carte

Anno 2008
Tecnica Intarsio
Misura
W: 223 H: 81 D: 103 cm
Stato Non in vendita

Questa scrivania monumentale di Aly Mohsen trasforma l’ebanisteria artistica in linguaggio critico. Attraverso intarsi di carte da gioco volutamente incoerenti, l’opera mette in scena il potere come inganno: chi crede di giocare secondo regole condivise è già vittima della truffa. Un mobile scultoreo, politico e simbolico, in cui funzione e denuncia convivono in un pezzo unico di qualità museale.

Descrizione

Questa imponente scrivania monumentale rappresenta una delle opere più concettualmente audaci, raffinate e politicamente consapevoli di Aly Mohsen. In essa, la grande tradizione dell’ebanisteria artistica europea viene trasformata in strumento narrativo, simbolico e apertamente critico, dando vita a un’opera che trascende la funzione d’arredo per assumere la forma di messaggio cifrato e denuncia silenziosa.

Non si tratta di un semplice mobile funzionale, ma di una vera opera d’arte tridimensionale, concepita per dialogare con il potere, smascherarne i meccanismi e mettere in crisi le apparenze di legalità e correttezza.

Struttura e materiali

La scrivania è caratterizzata da una struttura solida ma visivamente equilibrata, con gambe sagomate e slanciate che alleggeriscono la massa monumentale del piano. L’opera è realizzata con una selezione estremamente ricercata di legni pregiati, scelti non solo per le qualità estetiche ma anche per il loro valore simbolico:

  • Noce nazionale e noce canaletto per la struttura principale e le superfici estese, apprezzati per la profondità cromatica e la stabilità nel tempo
  • Radica di noce per i pannelli frontali, impiegata per ottenere superfici vibranti e irregolari, metafora visiva dell’instabilità e dell’inganno
  • Ebano ed essenze scure tinte per i fondi degli intarsi, funzionali a rafforzare il contrasto grafico
  • Acero e acero sicomoro per gli intarsi chiari
  • Legni naturalmente colorati (padouk, acero, mogano, rovere, radica di noce, ebano verde ed ebano nero) per la resa cromatica delle figure e delle carte da gioco
  • Il bordo chiaro e continuo del piano richiama deliberatamente la tradizione dei grandi tavoli da gioco, incorniciando la scena e convogliando lo sguardo verso il centro narrativo.

Il piano: il gioco come metafora del potere

Il piano superiore costituisce il cuore concettuale dell’opera. All’interno di una ricchissima cornice ornamentale intarsiata si sviluppa una sequenza di carte da poker disposte con apparente casualità.

A una prima lettura, l’immagine suggerisce una partita in corso. A uno sguardo più attento, emerge però un elemento perturbante: le combinazioni non conducono a nessun esito logico. Le mani sono incoerenti, impossibili, volutamente manipolate.

Questa ambiguità è intenzionale.

Il poker, simbolo di strategia, calcolo e rischio controllato, viene qui messo in relazione con il gioco delle tre carte, archetipo universale della truffa. Il messaggio è sottile ma inequivocabile: chi crede di giocare secondo regole condivise è già vittima di un inganno.

Il fronte: musica, scena e finzione

Il fronte della scrivania è dominato da un grande medaglione circolare intarsiato, nel quale compaiono strumenti musicali, spartiti, carte da gioco e motivi floreali.

La musica diventa metafora della messa in scena del potere: un concerto apparentemente armonioso che nasconde dissonanze profonde, una composizione elegante pensata per distrarre, sedurre e confondere.

Le fasce laterali, ornate con ghirlande classiche e figure stilizzate, richiamano consapevolmente il linguaggio neoclassico e ottocentesco, rafforzando l’idea di ordine, autorità e rispettabilità — un ordine solo apparente.

Storia dell’opera e valore simbolico

La scrivania fu commissionata da un importante uomo d’affari egiziano, figura di enorme peso economico internazionale. Aly Mohsen, che conosceva il committente fin dall’infanzia, aveva fondati motivi per ritenere che questi operasse in realtà come prestanome per i servizi segreti statunitensi, coinvolto in operazioni economiche e finanziarie condotte in Italia.

Al momento della consegna, Mohsen si recò personalmente nell’ufficio del committente e ne spiegò il significato con parole che rivelano la natura profonda dell’opera:

“Questa scrivania serve per avvisare chi si siede di fronte a te:

lui pensa di giocare a poker, mentre tu stai giocando al gioco delle tre carte.”

Un’accusa di straordinaria eleganza, affidata non al linguaggio diretto ma alla forza simbolica dell’intarsio. Il committente, comprendendo perfettamente il messaggio, si sentì apertamente insultato e rifiutò l’opera.

La scrivania rimase così nelle mani dell’artista.