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Le tecniche ed i materiali utilizzati

Introduzione

La generosità che ha caratterizzato la vita di Aly Mohsen si riflette anche nella scelta delle tecniche e dei materiali. Il suo obiettivo è sempre stato il massimo livello qualitativo possibile: nessuna scorciatoia nel processo creativo e nessun compromesso nella scelta delle materie prime.

Aly Mohsen è un pittore figurativo che utilizza prevalentemente la pittura a olio su tela, realizzando personalmente gran parte degli elementi che compongono l’opera, dai colori preparati con pigmenti naturali fino alle cornici e agli arredi lignei realizzati nel suo laboratorio.

La sua pratica artistica unisce pittura, artigianato artistico ed ebanisteria, seguendo una concezione tradizionale dell’opera d’arte come oggetto completo, dalla preparazione del supporto fino alla presentazione finale.

I Quadri

I dipinti di Abdel Mohsen rappresentano l’espressione più rigorosa della pittura figurativa classica. Tecniche e materiali sono scelti con l’obiettivo di proiettare l’opera nel tempo, riducendo al minimo ogni possibile forma di deterioramento. Ogni decisione è orientata alla durata, alla stabilità e alla qualità esecutiva.

I Pigmenti

Pigmenti naturali in polvere utilizzati da Aly Mohsen per la preparazione dei colori ad olio nel suo studio.
L’artista produceva autonomamente i propri colori mescolando pigmenti naturali con olio di lino ed essenza di trementina.

Mohsen ha sempre utilizzato colori ad olio di lino a base di pigmenti naturali, servendosi storicamente di tre marchi principali: Lefranc Bourgeois, Winsor & Newton e Maimeri.

I pigmenti naturali garantiscono una maggiore durata e una superiore resistenza alla luce rispetto a quelli di sintesi chimica. Quando queste aziende passarono progressivamente all’impiego di pigmenti artificiali per ridurre i costi di produzione, Mohsen acquistò gli ultimi stock disponibili di colori a base naturale. Successivamente iniziò a produrre autonomamente i propri colori, partendo da pigmenti naturali in polvere, miscelati con olio di lino ed essenza di trementina naturale.

Le tecniche pittoriche

Aly Mohsen nel suo atelier mentre realizza un dipinto figurativo a soggetto sacro.
L’immagine documenta il processo pittorico dell’artista e l’uso della pittura ad olio secondo tecniche figurative tradizionali.

L’obiettivo della tecnica pittorica di Mohsen è la rappresentazione del soggetto nel modo più realistico possibile, evitando errori di proporzione, luce e ombra.

Attraverso l’uso rigoroso della prospettiva, del chiaroscuro e del realismo, le sue opere mirano a creare l’illusione della tridimensionalità secondo i principi del trompe-l’œil.

Il procedimento della pittura classica a pennello, che seguiva e insegnava ai suoi allievi, si articolava in tre fasi:

  1. Prima stesura
    Un passaggio rapido con pennello rigido, durante il quale il colore viene depositato “graffiando” la tela, senza saturare completamente la superficie.
  2. Seconda stesura
    Un intervento con pennello morbido e una maggiore quantità di colore, finalizzato alla definizione delle forme. In questa fase il colore aderisce più facilmente alle zone ancora scoperte della tela rispetto alle parti già dipinte.
  3. Rifinitura finale
    Dopo l’asciugatura e la polimerizzazione dell’olio, i due strati si amalgamano. I ritocchi finali creano la tridimensionalità attraverso il contrasto tra luci molto chiare e ombre profonde, ottenuto con l’impiego dei colori più chiari e più scuri. 

Mohsen utilizzava 132 colori base e impiegava grandi quantità di pittura, in netta opposizione ai cosiddetti “grattatele”, ovvero quei pittori che riducono l’uso del colore per contenere i costi del materiale più prezioso dell’opera.

Un’altra tecnica da lui padroneggiata era la pittura a spatola, che richiede l’applicazione di grandi quantità di colore in un’unica fase, senza possibilità di ritocchi, poiché lo strato superficiale asciuga più rapidamente di quello sottostante.

Il supporto: "la Tela ed il Telaio"

Telaio e tela di un dipinto di Aly Mohsen.
L’artista preparava personalmente molti dei supporti delle proprie opere, montando la tela su telai in legno nel suo laboratorio.

Le tele possono essere realizzate in tre materiali, in ordine decrescente di pregio: lino, cotone e iuta. Mohsen utilizzava quasi esclusivamente tele in lino o cotone; le poche opere su iuta furono realizzate a scopo didattico, per insegnare agli allievi le specificità tecniche di questo supporto.

L’imprimitura della tela veniva eseguita personalmente dall’artista, utilizzando gesso di Bologna o caolino legati con colla di coniglio, al fine di garantire un assorbimento ottimale del colore.

Per limitare al massimo la perdita cromatica nel tempo, Mohsen utilizzava esclusivamente telai lignei espandibili, capaci di compensare le variazioni di temperatura e umidità. I telai erano realizzati da lui stesso mediante incastri a tenone e mortasa, senza l’uso di chiodi, secondo lo stesso principio costruttivo adottato nei suoi mobili.

Le Cornici

Cornice dorata realizzata secondo tecniche tradizionali di doratura e decorazione.
Aly Mohsen progettava e realizzava personalmente le cornici delle proprie opere, considerandole parte integrante della composizione pittorica.

Nell’opera di Mohsen la cornice è parte integrante del dipinto. Ogni quadro richiede una cornice dedicata, in armonia con il soggetto e con la gamma cromatica dell’opera. Come amava dire:

“La cornice è come il vestito di una bella donna”

Le cornici potevano essere semplici, dorate o argentate; le decorazioni erano realizzate in pasta di legno e, in alcuni casi, applicate su strutture in noce. Per coprire i giunti della cornice, Mohsen realizzava angolari personalizzati modellando la pasta di legno grezza, che veniva poi dorata.

La doratura avveniva con la tecnica a missione all’acqua, che prevede uno strato intermedio tra legno e oro per separare materiali con differenti reazioni all’umidità. Questo strato era composto da bolo d’Armenia e colla di coniglio. Dopo l’asciugatura, la foglia d’oro veniva applicata con un pennello di vaio, sfruttando l’elettrostaticità per l’adesione alla superficie.

Ebanisteria

Aly Mohsen nel suo laboratorio mentre lavora il legno con macchinari professionali.
L’immagine documenta il processo artigianale alla base della creazione dei suoi arredi d’arte unici, realizzati interamente a mano con legni pregiati e tecniche tradizionali di ebanisteria artistica.

Le opere di ebanisteria monumentale presenti nell’Archivio sono pezzi unici, realizzati senza disegni preparatori o progettazioni tecniche preliminari, seguendo un processo creativo diretto e istintivo.

Mohsen partiva da tavole di legno grezzo ed eseguiva personalmente ogni fase della lavorazione, fino alla finitura con cera d’api. Il suo laboratorio era dotato di macchinari professionali, tra cui sega circolare, troncatrice, fresatrice, sega a nastro e pressa per l’incollaggio degli intarsi.

Scrivanie e scrittoi sono realizzati in legno massiccio con incastri a tenone e mortasa, senza viti, e non sono smontabili. Le uniche eccezioni sono la Scrivania del poker e le tre carte e la Scrivania neoclassica, progettate con elementi separabili per agevolarne il trasporto.

Tutte le opere sono decorate con intarsi eseguiti manualmente con il traforo. Le principali essenze utilizzate includono:

  • ebano per il nero
  • acero bianco per il bianco
  • mogano per il rosso-marrone scuro
  • noce in diverse gradazioni
  • ciliegio per il rosso
  • palissandro per il marrone-porpora
  • padouk per il rosso-arancio
  • legno di rosa per il rosa

Negli scrittoi compaiono frequentemente anche impiallacciature in radica di thuya, noce e rovere.