Descrizione
La caccia di Aly Mohsen è una natura morta figurativa di forte valore simbolico, concepita come opera gemella di La pesca, con la quale instaura un dialogo coerente sul tema ancestrale del rapporto tra l’uomo e la natura. L’artista affronta il soggetto venatorio non come rappresentazione di violenza, ma come gesto primario legato alla sopravvivenza, all’equilibrio e al rispetto del ciclo naturale della vita, in continuità concettuale con l’opera in coppia.
In primo piano sono disposti quattro volatili da caccia — una quaglia, una pernice, una beccaccia e un fagiano — raffigurati con accurata attenzione anatomica e sensibilità pittorica. I corpi, adagiati su un piano ligneo, sono affiancati da oggetti funzionali alla scena: un fiasco in terracotta, un bicchiere di vetro trasparente e una borsa da caccia, elementi che rimandano a un contesto rurale essenziale, fatto di silenzio, gesti misurati e tradizioni consolidate.
La composizione è arricchita dalla presenza di una finestra aperta sul paesaggio, che introduce luce naturale e profondità visiva, creando un equilibrio tra spazio interno ed esterno. La luce laterale, morbida e controllata, modella i volumi con gradualità, valorizzando la resa materica delle piume, della ceramica e delle superfici lignee. La tavolozza, dominata da tonalità calde e terrose, rafforza il legame con la terra e stabilisce una chiara continuità cromatica e tematica con La pesca.
La pittura, realizzata a pennello, evidenzia una solida padronanza tecnica e una sensibilità di impronta classica, orientata alla chiarezza formale e alla costruzione equilibrata dell’immagine. L’opera si configura come una natura morta di carattere meditativo, nella quale ogni elemento contribuisce a una lettura sobria e contemplativa.
Il dipinto è completato da una cornice riccamente decorata e dorata, con battuta interna chiara dall’aspetto leggermente patinato, che incornicia l’opera con eleganza classica e ne rafforza la presentazione di carattere museale.




